Il primo giorno dell’anno, a Caionvico, succede una cosa semplice e potentissima: ci si ritrova e si cammina insieme.
La Marcia della Pace è ormai un appuntamento fisso del 1° gennaio e anche nel 2026 ha aperto ufficialmente il calendario del Mese della Pace promosso dalla Tavola della Pace Brescia Est. Un gesto concreto, ripetuto nel tempo, che invita a iniziare l’anno mettendo il corpo in movimento e scegliendo, passo dopo passo, la direzione della pace.
Un percorso che unisce: Caionvico → Valverde → Rezzato
La partenza è avvenuta alle ore 14.00 dal piazzale della chiesa di Caionvico. Il cielo non era particolarmente soleggiato e il freddo pungente si è fatto sentire fin dai primi passi, ma questo non ha fermato i partecipanti, anzi: il clima invernale ha reso ancora più evidente la scelta di esserci.
Il corteo ha raggiunto il Santuario della Madonna di Valverde, dove si sono svolti i saluti delle amministrazioni presenti, per poi proseguire verso l’arrivo al convento francescano di Rezzato, luogo di accoglienza e riflessione conclusiva.
Un tragitto che, anno dopo anno, diventa simbolo di comunità, ascolto e presenza.
Oltre 1.300 persone: una partecipazione straordinaria
L’edizione 2026 ha registrato una partecipazione eccezionale: oltre 1.300 persone hanno preso parte alla marcia. Famiglie, associazioni, scout, cittadini di tutte le età e rappresentanti delle istituzioni hanno camminato insieme, dimostrando come il tema della pace sia sentito e condiviso sul territorio.
Il corteo si è mosso in modo composto e silenzioso, unito da un clima di attenzione e rispetto che ha trasformato la camminata in un gesto collettivo carico di significato. La presenza, per la prima volta, di una piccola comunità di cristiani cinesi ha rafforzato l’idea di una manifestazione capace di parlare a culture e storie diverse, allargando ulteriormente il senso di appartenenza e condivisione.
I simboli che accompagnano il cammino
La Marcia della Pace è costellata di simboli forti, capaci di lasciare un segno profondo.
La partenza avviene nei pressi dell’albero di kaki di Nagasaki, simbolo di resilienza e rinascita, memoria viva che richiama la capacità dell’umanità di rialzarsi anche dopo le ferite più profonde.
In testa al corteo, quest’anno, c’erano due giovani con la Luce della Pace di Betlemme: un segno che richiama il percorso con cui, ogni inverno, questa fiamma viene portata e condivisa in tante comunità anche grazie al mondo scout. Un gesto semplice che comunica un’idea molto concreta: la pace non “si dichiara”, si custodisce e si fa circolare.
Il messaggio del 2026: una pace “disarmata e disarmante”
Dopo l’arrivo al convento francescano di Rezzato, i partecipanti sono stati accolti dalle suore missionarie francescane di Maria Immacolata insieme a monsignor Paolo Molinari. In questo contesto si è svolto un momento particolarmente sentito, con la consegna simbolica della lanterna della pace, affidata come segno di custodia, preghiera e testimonianza.
La riflessione conclusiva è stata poi affidata a Stefania Romano, presidente delle Acli bresciane, che ha richiamato il messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di Papa Leone XIV:
«La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante».
Un invito chiaro e diretto: la pace non è uno slogan, ma una scelta quotidiana che richiede responsabilità, ascolto e gesti concreti.
Nel corso degli interventi è emerso con forza anche un messaggio condiviso: la necessità di costruire relazioni e legami, scegliendo la via del dialogo e della responsabilità personale, soprattutto in un tempo segnato da conflitti e violenze. Ogni giorno, ciascuno è chiamato a fare la propria parte.
All’arrivo al convento francescano di Rezzato, la riflessione finale è stata affidata a Stefania Romano, presidente delle Acli bresciane, a partire dal messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di Papa Leone XIV:
«La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante».
Un invito chiaro e diretto: la pace non è uno slogan, ma una scelta quotidiana che richiede responsabilità, ascolto e gesti concreti.
Una storia che nasce qui e continua nel tempo
La Marcia della Pace affonda le sue radici nel territorio e nella memoria di Caionvico. Nata nel 2006, è cresciuta grazie all’impegno di associazioni, realtà locali e persone che credono in un’idea di pace vissuta, non solo proclamata.
In questo percorso si inserisce anche il lavoro della MOLIM, associazione nata a Caionvico nel 2007 e impegnata sui temi della pace, della solidarietà e dell’attenzione all’altro, insieme a tutte le realtà che, anno dopo anno, rendono possibile questo appuntamento.
Grazie e appuntamento al prossimo 1° gennaio
Grazie a chi ha partecipato nonostante il freddo, a chi ha aiutato nell’organizzazione, a chi ha camminato in silenzio e a chi ha portato bambini e ragazzi: perché la pace, prima di tutto, si educa e si costruisce insieme.
L’appuntamento è rinnovato al prossimo 1° gennaio. Sempre in cammino.
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